Ines dimorava nella sua classe con una gioia non nascosta.

Tutti tabelloni, muri, armadi, e anche la porta, erano l'esposizione degli ilustrazioni belli, dei disegni dei bambini e dei pensieri saggi scritti dai bambini, o da lei sola.

Particolaremnete era orgogliosa sui pensieri della Madre Teresa, che ha attaccato sul lato dentro della classe, sui grandi fogli dalla mappa dei bambini:
La vita è una canzona, cantala.
La vita è un sogno, avveralo.
La vita è preziosa, custodiscila.
La vita è una felicità, meritala.

Tutto il nostro lavoro è come una goccia nell'oceano. Ma l'oceano sarebbe meno oceano senza quella gocia.
Suonava ed i bambini hanno velocemente messo le loro cose negli zaini ed hanno sparito nel coridoio. Considerando che questo era la sua ultima lezione, anche lei pian piano ordinava i sussidi didattici che usava: stereo, cesette, tutti i tipi di illustrazioni... quando si avvicinava una bambina:
- Maestra, volete aiutarmi? Io non capisco una cosa.
- Certo, ecco, siediti qui, davanti a me e dimmi. Dimmi tutto.

Voi avete detto che per il compitto dobbiamo scrivere i nomi di nostri fratelli e sorelle, di nostra madre e di nostro padre, e se vogliamo, attacchiamo le foto. Io non capisco se posso mettere la foto sulla quale e la mia mamma Nina, perché non ho nessuna foto dove sono con la mia mamma Ljubica. Sapete, mia madre morì quando mi ha partita. Asppettava che mi nacquo, ha detto ai medici che curano solo me, e quando mi ha partita, morì. E io pure scriverei nel quaderno il suo nome: Ljubica. Posso? Lei è la mia mamma. E la mia mamma Nina è sulla foto dove siamo mio fratello, mie sorelle e mio padre ed io, quando ho avuto la prima Comunione. Posso, maestra?
- Certo che puoi. Scrivi pure il nome della tua mamma vera, e attacchi la foto della tua mamma Nina. E salutala certamente. Vuoi? Sì. E grazie maestra.

Ed, è corsa dalla classe, perché nel coridoio la aspettavano le sue amiche. Ines è rimasta sola... La venivano le lacrime... Non si è nemmeno tentato di fermarle.
Il ritmo della città, le lezioni sull'università, gli esami, l'arrivo dei professori ospiti e la loro partenza determinavano i politici del mondo, che permettevano e vietavano i bombardamenti della città secondo i loro interessi, e non con dignità del popolo tormentato che giorno dopo giorno contavano feriti, morti, e le persone che capitano male, e sempre più edifici distrutti e danneggiati. Durante un "allarme rosso" Ines si è nascosta in chiesa più vicina, dove il cappellano era un sacerdote giovane che conosceva. Si è sorprenduta quando l'ha dato un colpetto sulla spalla ed ha domandato di venire in suo ufficio per un po'. Lo ha seguito completamente impazzita con tutti questi eventi nella città, completamente indifferente su tutto quello che aveva di dirla. Grazie Dio, non è sucesso niente a suoi, e più si sentiva sconvolta con tutta questa assurdità intorno a lei, che triste per tante persone che passavano desperatamente cercando "la spalla per piangere", o almeno un po' d'anima e pazienza per ascoltare le loro storie della vita. Perciò questo che sacerdote parlava piu – meno passava oltre lei. E lui la mostrava la foto sulla quale erano quattro bambini e l'ha domandato di visitare qualche volta i bambini e loro padre, la cui madre cioè moglie, è in ospedale, malata gravamente, e probabilmente, appena parto morirà.

Parlava, molto emotivamente, di questa donna coraggiosa, la vera santa, che, anche coscente di tutti i conseguenzi, ha rifiutato qualsiasi terapia che l'avrebbe facilitare le sofferenze, ma potrebbe fare del male al suo bambino non nato. Era giovane, già una madre di quattro figli che erano uno dopo l'altro, ma era completamente devota a Dio nella sofferenza e ha dato tutti i suoi figli a Lui, li ha raccomandato alla Madre di Gesù, pregava per loro, ed era preoccupata di più per questo bambino non nato ancora, coscente che non potrà né nutrirlo, né sollevarlo, né guardarlo come cresce e si rallegra alla vita... Mentre raccontava al sacredote giovane ha tremato la voce, e si vedeva come vive la dramma di questa martira croata, madre che giorno dopo giorno, affievolisce come una candella, e esiste la paura che i loro figli dopo la sua morte veramente si sentiranno come orfani che hanno bisogno della parola bella, del giochio, della compagnia di una studentessa, che almeno per un po' li facilitarebbe il vuoto e la perdita.

Ines ha promesso di visitarli, ma esami, lezioni, diploma, ricerca di lavoro – l'hanno portato da qualche altra parte, così che completamente ha dimenticato alla sua promessa al cappellano giovane.
E adesso davanti a lei, lo ha concluso secondo il nome e cognome, è appunto quella bambina, la cui madre morì dandola la vita. Ed ha capito: Dio l'ha dato un nuova opportunità – socializzare con la bambina, con suo fratello e sue sorelle, che hanno già finito o finiscono la scuola (come passa veloce il tempo!), ascoltare le loro storie giovanili e fare le loro vita un po' meno dolorosa. Questa opportunità non deve perdere... Per ciò pagerà a Dio solo. Non deve offendere più il Suo amore e la Sua fiducia. Questa bambina è donata a lei. Il costo di quel dono e troppo grande. La vita della dona che amava più suo bambino che la propria vita.
Ha rimandato il Diario scolastio, nella sala delle adunanze non c'era più nessuno. Il silenzio che si allargava per scuola quasi tangibile proprio la piaceva. L'ha haiutato di raccogliere i pensieri, di pensare della maternità, della forza e della mistica dell'amore di una donna che poteva conoscere, ma ha perso di farlo. Adesso ecco ha ricevuto l'opportunità di correggerlo... Non è la grazia pregata della difunta madre Ljubica, con emozione ha chiesto Dio mentrer usciva dalla scuola e con le strade deserte è andata a casa. Maestra, ecco, guardate: Ho scritto tutto quello che avete detto, e ho attaccato la foto della mia prima Comunione. Qui sono tutti: papa, mamma Nina, e mio fratello, e mie sorelle. Ed ecco, qui ho sritto il nome della mia madre vera – Ljubica.

Ines guardava il viso belissimo, vivo, gli occhi sereni, la bambina vivace, apperta, ridente e provava di immaginare il viso di sua madre – martira.
- Jasna, tu preghi alla sera la preghiera "Angelo custode"?
Sì, maestra, la prego, perché?

Vedi quando preghi al tuo angelo custode anche tua madre è con te. Tua madre Ljubica. Lei è tra gli angeli. E lei, secondo la promessa di Dio – ti custodisce di notte e di giorno. Lo sai?
Lo so. E la bambina sorride ancora una volta. E fa la croce. Amen. Conclude – con il soriso largo del bambino che sa che è amato e protteto.

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Devetnica slugi Božjem ocu Anti Gabriću 5. dan
24. Gennaio 2021.
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